Per mamme che...contano!



Devo premettere che non condivido i metodi educativi liberi, dove i bambini fanno ciò che vogliono, e non credo neppure nel sistema super protettivo. Non mi rispecchio nelle mamme chioccia, quelle che fanno e farebbero qualsiasi cosa per i loro figli, quelle che nutrono, vestono, accompagnano e aiutano i loro figli come ombre. Non ammetto la violenza. Quella fisica e peggio ancora quella psicologica. 
Il mio modo di essere mamma parte dal presupposto che ho donato la vita ai miei figli. Letteralmente. Loro appartengono solo a se stessi. Io non ho nessun diritto, ma ho tanti doveri. E i miei doveri, oltre a quelli ovvi di protezione e sostentamento, sottostanno tutti al principio che devo renderli forti e indipendenti. Cerco di trasmettere loro ciò che so, e di metterli nella condizione di apprendere da chi sa, ciò che invece non so. Faccio in modo di farli sentire sicuri del loro aspetto e delle loro capacità, ma con la consapevolezza che si può costantemente imparare e migliorare. Ci sono sempre per ascoltare, ma non pretendo mai che mi venga raccontato ciò che vogliono tenere per sé. Accolgo quando mi viene richiesto contatto fisico, ma non impongo baci e abbracci. Li guardo e li amo, ma tengo sempre presente di avere una vita mia, per non rischiare di voler vivere la loro. 
Questi sono i miei principi di base. Ma nella quotidianità, nella vita vera fatta di tante piccole cose, quando sono stanca, quando ho fretta, quando ho mille pensieri e mille incombenze, può capitare che mi innervosisca, che mi arrabbi. Non sempre è facile, né possibile, soffermarsi a ragionare, motivare e giustificare il disappunto. In fondo si tratta di attimi, che come un temporale estivo passano. I grandi alberi non si scompongono minimamente e anzi, può far loro bene perdere qualche ramo secco durante la bufera, ma ripetuti temporali possono rovinare anche gravemente una tenera piantina primaverile. Ecco perché è fondamentale sapersi controllare. Saper gestire la propria impulsività, saper gestire la rabbia. Come? Ce lo dicono i bambini stessi, che ascoltati da Protezione dell'infanzia svizzera, hanno detto che ai genitori arrabbiati a volte basta fermarsi un attimo, respirare, uscire dal locale, guardarsi allo specchio, mangiare un biscotto, contare fino a dieci. Sono nate così queste magliette, parte di una campagna di sensibilizzazione volta a rendere genitori e bimbi più forti. Per saperne di più e per ordinare la vostra maglietta, andate sul sito di Protezione dell'infanzia svizzera, dove trovate letture interessanti per riflettere e per diventare genitori migliori.

Ho parlato di: educazione, violenza sui bambini, Protezione dell'infanzia, gestione della rabbia, metodi educativi.

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