Quando un pupazzo ti dà una mano





Può un pupazzo riempire un vuoto del cuore? No, ovviamente, ma può davvero essere di grande aiuto. Nel 1951, il pediatra e psicoanalista inglese Donald W. Winnicott, coniò il termine "oggetto transazionale" per definire l‘oggetto materiale capace di soddisfare, nel lattante, la rappresentazione di un qualcosa relativo al possesso e all’unione con la madre. Una bambola, una copertina, spesso un orsacchiotto. Io, che alla mia età ancora mi addormento con il mio, so bene quanto sia vero, e non me ne vergogno affatto. Sono orfana di papà dall‘eta di un anno e il mio orsacchiotto mi ha accompagnata tutta la vita, regalandomi quel punto fermo, quella presenza perpetua che mi tranquillizzava da piccola, e che mi rasserena oggi. Ecco perché credo fortemente nel potere dei piccoli esseri inanimati, che però un'anima ce l‘hanno eccome. Ed ecco perché li cucio io stessa per quei bimbi che hanno bisogno di una piccola ancora tra sogno e realtà, tra anima, cuore e cervello.
Da pochi giorni è morto il nostro gatto, membro a tutti gli effetti della nostra famiglia e amico inseparabile della mia bambina. E allora la mia cara amica Giò ha pensato a me, e soprattutto a lei, e le ha regalato questo gattone, bianco e morbido come era il nostro micio. È stato subito amore ed ora l'Otto di pezza è il suo oggetto transazionale tra lei e l'Otto in carne e pelliccia che ora non c‘è più.

Ho parlato di: pupazzi, oggetti tradizionali, elaborazione dei lutti, bambini e morte.

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