Mi scappa la pipì!




Quando si diventa genitori si scherza sulla fase pannolini, come fosse la parte più "difficile", insieme alle notti in bianco. In realtà, quella che viene dopo è molto peggio. Insomma, è vero che la parte "cambio" può essere un po' ostica, ma quando un bambino è  pannolino-munito, lo si può portare ovunque senza preoccupazioni. Dal momento in cui invece il pannolino non c'è più, si passa prima alla fase "speriamo che non la molli", e ad uscite di massimo mezz'ora, per poi passare a quella dei bagni pubblici, decisamente più avventurosa. Con i maschietti, naturalmente muniti di un... ausilio pratico, la fase liquida si risolve in modo relativamente indolore, ma con le bambine tutto si complica. Premesso che la pipì scappa sempre e puntualmente appena seduti a tavola, al cinema, al circo o in treno, ci si ritrova a doversi comprimere in due in bagni piccolissimi, che vanno prima puliti e poi ricoperti di carta. Istintivamente i bambini, che non arrivano con i piedini a terra, si aggrappano ben saldi all'asse con entrambe la manine. Orroreee!! E quindi alla mamma toccherà posizionarsi di fronte, con il collo allungato in modo che ci si possano aggrappare. E attenzione ai capelli lunghi, che non ciondolino sull'asse, o al cappotto, che non finisca sul pavimento. Chi ha figli sa benissimo cosa significhi gestire questa operazione in inverno, sulle piste da sci... Sopravviussuti a questo, si passa alla fase "vado da sola mamma", e un tremito vi percorre la schiena. Ora, è vero che io sono un po' apprensiva per quanto riguarda igiene e batteri, e proprio sola ancora mia figlia non la lascio andare, ma almeno ora mi limito a verificare e ad aspettare... Quindi ecco, quando i genitori novelli si lamentano del cambio pannolini, io sorrido sorniona... ;-)

Ho parlato di: pannolini, crescita, indipendenza, bagni pubblici.

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