I ricettari, scrigni di sapori



Amo i libri, sono la mia passione. E amo i ricettari. Ne ho di tutti i tipi, e anche se poi alla fine cucino sempre di pancia, con quello che ho nel frigo e con le ricette di famiglia che conservo nel cuore, e che so a memoria, mi piace averli, in libreria, in una sezione dedicata solo a loro. C'è il mio primo libro di cucina, il Manuale di Nonna Papera, grazie al quale ho imparato a fare il salame Vichingo, e la ristampa per i 40 anni di giubileo, proprio l'anno in cui è nata mia figlia, e che io ho comprato per lei. Ho l'Artusi ovviamente, la bibbia culinaria italiana, da dove le donne della mia famiglia hanno imparato i piatti più complessi, come il soufflé con le animelle. Ne ho di antichissimi e di nuovi, come quello che spiega come cucinare in lavastoviglie. Ne ho che raccolgono ricette con un solo ingrediente, di un solo Paese, o con un solo tipo di cottura. Li adoro tutti, nessuno escluso, e non smetterei mai di comprarne. Quindi potete immaginare la mia gioia quando questa mattina ho ricevuto in redazione questo nuovo ricettario. Un libro di 350 pagine contenente le nozioni fondamentali sulle materie prime e sulle preparazioni di base, tanti piccoli, grandi trucchi e oltre 180 ricette facili da realizzare, eppure sorprendenti. Ma quello che mi ha fatto letteralmente brillare gli occhi sono il tipo di carta, la rilegatura al vivo, le immagini, la grafica e l'impaginazione. E poi il profumo di carta e inchiostro, la struttura e il peso di un prodotto in cui so bene quanto lavoro ci sia, e che solo un libro cartaceo sa valorizzare appieno!
Se lo volete anche voi, partecipate all'estrazione a sorte che trovate sul sito di Fooby.

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