Auguri ai papà felici di esserlo, nonostante tutto!




Diciamoci la verità, senza paura dei falsi moralismi. Essere genitori non è affatto quell’idillio meraviglioso che molti profili social vogliono rappresentare. Essere genitori implica notti in bianco, fatica fisica ed emotiva e grande dispendio economico. Non solo. Essere genitori, buoni genitori, significa rinunciare al proprio tempo libero, ai propri interessi e hobby, per dedicarsi a propri figli. E soprattutto, significa fare il lavoro più paradossale, ingrato e difficile che ci sia: essere coerenti anche quando sarebbe tanto più facile chiudere un occhio sui propri propositi. Trasformarsi in un ostacolo per gli esseri che più amiamo al mondo, senza che questi capiscano il perché. Significa dire molti più no che sì, anche se i sì renderebbero la vita più facile a tutti. Significa saper vedere gli aspetti da correggere, più che quelli da lodare, e significa mandar giù molte emozioni per minimizzarne le conseguenze.
Ma, ci sono dei papà che comunque, e anche se lavorano tanto, alla sera hanno ancora voglia di perdere tutte le partite a carte, papà che leggono una favola della buonanotte anche se poi si addormentano per primi, che non temono di perdere la virilità intrecciando una treccia, di pane o di capelli. Quelli che non si vergognano a correre per i corridoi di un mobilificio per far ridere la propria cucciola, e che sanno ancora ridere anche se cascano dal sonno. A questi papà, tanti auguri in questo giorno dedicato a loro. Al papà dei miei figli invece grazie, perché c’è sempre, anche quando non c’è, e perché sì, fa la treccia di pane più buona del mondo e corre nei corridoi di un mobilificio rischiando di schiantarsi, ma regalando risate che non hanno prezzo.


Ho parlato di: festa del papà, paternità, essere genitori.

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