Un tatuaggio, ma non per sempre




In estate, quando i vestiti si riducono e la pelle esposta aumenta, è impossibile non notare quante siano oggi le persone tatuate. In Ticino, e in particolare in Italia. In altri Paesi molto meno. Io che vorrei sempre ridurre tutto al minimo, davvero li trovo un decoro eccessivo e troppo vincolante. Non li amo perché non fanno parte della mia cultura, per cui proprio non mi ci identifico. Nella stragrande maggioranza dei casi trovo che siano distribuiti in ordine sparso senza una linea, coerenza e senso estetico. Forse ci vorrebbe una nuova figura professionale: il paesaggista cutaneo, che pianifichi l'urbanizzazione del corpo. Ma soprattutto, credo che la vita lasci già troppi segni sulla nostra pelle, ognuno con la sua storia, che non ha bisogno di inchiostro per essere ricordata e raccontata. E poi, in realtà, e paradossalmente, non facciamo di tutto, e spesso di troppo, per cancellarli, questi segni? Io per esempio mi porto dietro tanti tatuaggi sulla mia pelle. Partendo dal basso, sul piede sinistro ho tre buchetti, segno del pedalino della bmx di Francesco B., che per fare lo splendido con una me 11enne, aveva frenato troppo vicino al mio piede, bucandomelo. Non ci siamo fidanzati, ma non lo dimenticherò mai! Salendo, sul ginocchio destro ho una forma ovale lunga ca. 2 cm. È stata una brutta caduta dalla bicicletta, sulla ghiaia, in una delle meravigliose estati che trascorrevo a Forte dei Marmi con tutta la famiglia. La guardo, e mi ricorda uno dei periodi più felici della mia vita. Più su, le cicatrici seguite al salto, letteralmente, di mio figlio in questo mondo. E poi il cesareo, che ha salvato la vita di mia figlia, nata d'urgenza con due giri di cordone ombelicale al collo, la testolina ormai blu. Il ginecologo mi aveva promesso che la cicatrice non si sarebbe mai vista, neppure con il bikini più ridotto, e aveva ragione. Eppure quando la vedo, penso che oggi le nostre vite potrebbero essere totalmente diverse. Sulla spalla sinistra il cerchietto del vaccino contro il vaiolo. Una grande conquista dell'umanità e una fregatura per me, che a causa sua non potrò mai mentire sulla mia età: gli ultimi bambini vaccinati in svizzera sono nati nel 1973, poi il vaccino è stato abolito... 

Però ecco, un piccolo, temporaneo sfizio modaiolo, di tanto in tanto me lo concedo anch'io, non significa nulla, non parla di me, solo di estate e di sole!

Ho parlato di: tatuaggi, tatuaggi temporanei, memorie e ricordi d'infanzia.

Commenti

Post più popolari